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Le Balze del Valdarno Superiore – Toscana

Le Balze del Valdarno Superiore, Calanchi o anche “Smotte” in gergo locale, sono costituite da sabbie, argille e ghiaie stratificate, alte fino a un centinaio di metri, di forme diversificate, intercalate da profonde gole.  Le Balze presentano le loro forme più evidenti e spettacolari a ridosso delle pendici del Pratomagno, nei Comuni di Terranuova Bracciolini, Castelfranco di Sopra, Loro Ciuffenna, Pian di Scò e Reggello, nel cuore del Valdarno. Per ammirare formazioni più caratteristiche si può percorrere la strada provinciale SP1 Setteponti lungo il tracciato dell’antica Cassia Vetus.

Nell’area in cui oggi si estende il Valdarno, migliaia di anni fa, si trovava un lago. Il Pratomagno ed i monti del Chianti erano le sue sponde e le Balze costituivano il suo fondale. Questo grande bacino era alimentato dalle acque che scendevano libere dai monti che oggi separano il Valdarno dal Chianti e dal Pratomagno. L’acqua che giungeva da questa seconda montagna, per la ripidità delle sue pendici, portava al lago molti detriti quali argilla, sabbia, ghiaia e ciottoli di varie dimensioni. Arrivati al lago i detriti si depositavano sul fondo di questo, quelli più pesanti prima, i più leggeri più in alto. Nell’arco di qualche milione di anni nel bacino, che si era quasi riempito, andò a crearsi uno sfogo d’acqua verso nord. Sarà l’inizio della formazione dell’alveo di un importante fiume: l’Arno.

Dopo lo svuotamento del lago, inizia  un processo di erosione idrica che porta a valle la materia meno consistente lasciando invece le parti più sedimentate come l’argilla, una materia non particolarmente dura, ma più veloce in questo processo. L’acqua scorre verso valle abbassando costantemente il terreno, modellando colli, scavando alvei di fossi e torrenti, ma lasciando pressoche inalterati quei giganti d’argilla che oggi rendono così particolare questa zona del Valdarno Superiore nelle Province di Arezzo e Firenze.

Anche il grande Leonardo da Vinci osservando le balze del Valdarno capì questi processi con qualche secolo di anticipo rispetto alle teorie moderne sull’erosione e la sedimentazione. Parlerà della loro formazione antichissima dovuta alle torbide acque che scendevano veloci dal Pratomagno e delle tracce che l’acqua avevano lasciato erodendo il terreno intorno ad esse. Inoltre noterà che in questa zona non erano presenti conchiglie, quindi era da escludere la presenza del mare in epoche remote. Ipotesi vicine a quanto ci riveleranno i moderni geologi qualche secolo dopo. Su questi luoghi Leonardo scrive:

«… questa valle (Valdarno di sopra) riceveva sopra il suo fondo tutta la terra portata dall’acqua di quella intorbidita, la quale si vede ancora a’ piedi del Pratomagno restare altissima, dove li fiumi l’han consumata e in fra essa terra si vede le profonde segature dei fiumi, che quivi son passati, li quali discendono dal gran monte di Pratomagno, nelle quali segature non si vede vestigio alcuno di nichi di terre marine»

Nel 1998 è stata istituita un’Area Naturale Protetta di Interesse Locale, di circa 3.000 ettari, che si estende attraverso i comuni di Castelfranco di Sopra, Loro Ciuffenna, Pian di Scò e Terranuova Bracciolini. Molti sono i sentieri CAI che possono essere percorsi in bici o a piedi, dai quali è possibile ammirare le Balze. 

Foto di Paola Agnolucci

 

 

Author: Paola

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