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Borgo di Pitigliano – Grosseto

Il paese di Pitigliano si trova nel sud della Toscana, in provincia di Grosseto nel cuore della Maremma Toscana, ed è arroccato su una rupe di tufo, le case dell’abitato sono costruite sul filo della rupe formando con essa un corpo unico e un insieme alquanto pittoresco. La rupe di Pitigliano è circondata da tre lati da burroni che sono pieni di grotte scavate nel tufo. Detto anche La Piccola Gerusalemme, perché a partire dal XVI secolo ospitò una grande comunità ebraica tra le sue mura, Pitigliano è oggi uno dei borghi storici più affascinanti d’Itali ed è stato inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia dell’ANCI. Imperdibile il Ghetto Ebraico, l’antico quartiere costruito dalla comunità ebraica che visse a Pitigliano a partire dalla fine del XVI secolo che occupa la zona tra il Duomo e la Chiesa di Santa Maria ed è caratterizzato da piccole e strette vie, della Sinagoga del XVI secolo, restaurata nel 1995 dopo anni di abbandono, il Forno delle Azzime, la Macelleria Kasher, la Cantina ed il Bagno Rituale; fuori dal paese sulla strada verso Manciano si trova il piccolo cimitero ebraico.

Pitigliano era già un luogo frequentato e abitato sin dai tempi degli etruschi, quando qui furono fondati numerosi insediamenti scavati nel tufo e attestati dalla tarda età del Bronzo (XII-XI secolo a.C.). Anche nel luogo dove oggi sorge il paese era situato un centro etrusco, testimoniato dai resti delle mura rinvenuti nel quartiere di Capisotto e poi scomparso tra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C.. La prima notizia di Pitigliano appare in una bolla inviata da papa Niccolò II al preposto della cattedrale di Sovana nel 1061, dove viene già indicato come luogo di competenza della famiglia dei conti Aldobrandeschi. Nel 1293 Anastasia, figlia della contessa Margherita Aldobrandeschi, sposò Romano Orsini portando in dote la contea di Sovana e la sede della contea fu trasferita proprio a Pitigliano. Gli Orsini governarono la Contea di Pitigliano per secoli, difendendole dai continui tentativi di sottomissione da parte di Siena e Orvieto prima, e della Firenze medicea poi. Fu solo nel 1574 che Niccolò IV Orsini cedette la fortezza ai Medici e nel 1604 Pitigliano fu annessa al granducato di Toscana, ceduta dal conte Gian Antonio Orsini per saldare i propri debiti. I Medici tuttavia si disinteressarono delle sorti della città, che cadde presto in declino, e soltanto nel 1737, anno in cui il granducato passò ai Lorena, Pitigliano conobbe una lenta ripresa economica e culturale.

Il centro storico si sviluppa su tre vie principali (via Vignoli, via Roma e via Zuccarelli), quasi parallele, collegate da una fitta rete viaria di vicoli. Dopo aver attraversato piazza Garibaldi dove si possono notare le due scale che portavano ai bastioni della cittadella, si fiancheggia le arcate dell’acquedotto mediceo (edificato tra il 1636 e il 1639 su progetto cinquecentesco (1545) di Antonio da Sangallo il Giovane, l’antico acquedotto di Pitigliano è formato da due grandi archi sorretti da un enorme pilastro in blocchi di tufo, risalenti al periodo mediceo, e da tredici piccoli archi realizzati nel periodo lorenese. La scenografica costruzione si erge a picco sulle balze di tufo. Proseguendo dalla Cattedrale lungo via Gen. Orsini si raggiunge la bella Chiesa di Santa Maria, forse la più antica di Pitigliano (XII secolo), fu ristrutturata fra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo e presenta una facciata cinquecentesca, l’interno è a tre navate con affreschi di scuola senese alle pareti. Oltre la chiesa si raggiunge la Porta di Sovana da dove si ha un’altra bella veduta sulle case di Pitigliano e dove si possono riconoscere parti delle mura etrusche.

Ogni anno in occasione del Corpus Domini Pitigliano organizza una spettacolare infiorata per le vie del centro storico. Domenica 23 giugno, a partire dalle prime ore del mattino, gli abitanti di Pitigliano si riverseranno nelle vie del centro storico tracciando sul manto stradale dei disegni – alcuni a tema sacro, altri a tema libero – che durante le varie ore del giorno saranno riempiti e colorati con l’uso di tantissimi fiori, foglie verdi e segatura, per un incantevole risultato artistico. I quadri floreali sulla pavimentazione stradale saranno ben visibili per l’intera giornata, fino alle ore 17, quando si terrà la santa messa. Subito dopo, con il passaggio della processione del Corpus Domini i tappeti floreali saranno calpestati. E’ consuetudine, al termine della processione, portare a casa una parte dei fiori.

Author: Paola

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